Il convegno Demografia e lavoro in Italia e nel Veneto è l’appuntamento promosso dal Dipartimento di Scienze Statistiche dell’Università di Padova e dalla Camera di Commercio di Padova, in collaborazione con Venicepromex e Neodemos, che disegna la forza e la rapidità senza precedenti del cambiamento demografico in atto.
Un’occasione, organizzata nell'ambito delle attività di Valorizzazione della conoscenza (Terza Missione), per riflettere sull’impatto dell’invecchiamento della popolazione sul mondo del lavoro con gli interventi, ricchi di stimoli, di Gianpiero Dalla Zuanna del Dipartimento di Scienze Statistiche dell’Università di Padova, Massimo Livi Bacci dell’Università di Firenze, Bruno Anastasia, economista e ricercatore, e Alessandra Minello del Dipartimento di Scienze Statistiche dell’Università di Padova, preceduti dall'introduzione di Massimiliano Caporin, Vice Direttore del Dipartimento di Scienze Statistiche Unipd, e di Pier Andrea Zaffoni della Camera di Commercio di Padova.
Due diverse tavole rotonde, in conclusione delle sessioni dal titolo “Un cambiamento da governare”, moderata da Maria Sironi, e “Il futuro del lavoro”, moderata da Alessandro Rosina, hanno messo a confronto i relatori e gli operatori economici rappresentanti del mondo dell’impresa regionale Gianluca Dall'Aglio, presidente provinciale Confartigianato Padova, Claudio Fontanella, coordinatore Area Sindacale, Lavoro e Welfare di Confindustria Veneto Est, Riccardo Capitanio, presidente di Federmoda - Confcommercio Veneto, e Massimo Bressan, componente della Giunta camerale e Vice Presidente di Coldiretti Padova.
Fra i dati proposti dal professor Dalla Zuanna, in particolare, emerge come fra 20 anni, nel 2045, in Veneto ci saranno 79 potenziali pensionati - ovvero over 65 - ogni 100 potenziali lavoratori, mentre oggi il rapporto è 43 a 100, e l’analisi relativa agli over 65 in Veneto: se oggi sono 1,2 milioni su una popolazione complessiva di 4,8 milioni, fra 20 anni arriveranno a quota 1,65 milioni. Il saldo naturale negativo - che oggi segna -20mila in Veneto nella differenza fra nati e morti - è destinato a diventare ancor più marcato. Elementi di analisi significativi arrivano anche dai dati relativi al saldo delle migrazioni, che - pur ancora in terreno positivo - è fortemente diminuito: nel 2004 il rapporto tra immigrazione ed emigrazione era a +48mila, oggi è a +9mila.
In base alle indicazioni che arrivano dalle proiezioni delle forze di lavoro al 2050 per ripartizione geografica - pubblicate da Istat - in Veneto da qui ai prossimi 25 anni possiamo attenderci un calo medio di 15mila lavoratori ogni anno.
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